Piattaforma 1 – Aprile 2013

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RETE CINEMA & TERRITORIO
Sostenibilità, Inclusione, Trasparenza
per un cinema protagonista dello sviluppo e della crescita del territorio

La nostra riflessione è strettamente collegata all’analisi del quadro di riferimento storico, politico ed economico che stiamo attraversando. La creatività e la produzione culturale sono state relegate a un ruolo marginale; la macchina dell’intrattenimento fine a sé stesso e gli apparati produttivi e distributivi hanno generato diseducazione popolare, approssimazione professionale, impoverimento creativo e l’offerta che ne scaturisce risulta ferma a stereotipi che impediscono la sperimentazione dei linguaggi e un maturo adeguamento ad innovative forme comunicative e limitano la sana e limitano la sana esperienza culturale della popolazione e in particolare delle giovani generazioni. La narrazione e la rappresentazione della realtà entrano poco nei processi sociali e la funzione della cultura non esercita più la spinta propulsiva indispensabile per accompagnare i cittadini verso una sana crescita collettiva.

Riteniamo indispensabile un radicale cambio di direzione e un taglio netto con il passato, per questo crediamo nella necessità di sviluppare un progetto comune efficace, sostenibile e inclusivo che veda coinvolti tutti i soggetti della filiera per far ritornare il cinema ad essere un’autentica forma di alimentazione culturale e sociale al servizio del territorio e dello sviluppo. Questa esigenza costituisce la priorità imprescindibile per arrestare il degrado culturale in atto da decenni e per interrompere l’utilizzo demagogico e strumentale dell’iniziativa culturale.

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Aree tematiche e piattaforma programmatica

  • LEGGE REGIONALE PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO
  • FORMAZIONE DEL PUBBLICO, DIGITALIZZAZIONE E ACCESSO AL PATRIMONIO
  • FORMAZIONE PROFESSIONALE, QUALIFICAZIONE E IDENTIFICAZIONE DELLE FIGURE PROFESSIONALI
  • RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE DEGLI SPAZI
  • SOSTEGNO ALLA RETE DEI FESTIVAL

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  • LEGGE REGIONALE PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO

L’impianto della Legge Regionale approvata circa 2 anni fa si caratterizza in estrema sintesi, come forma di sostegno finanziario per le opere già realizzate sulla base della spesa effettuata nel Lazio. Essa ha dato vita a fenomeni di finanziamento a pioggia privi di indirizzo e i confusi termini nel reperimento dei fondi necessari hanno determinato forti incertezze sulla stessa esistenza delle somme necessarie, al punto che sembra difficile assicurarne lo stanziamento già per l’esercizio del 2012. I 15 milioni di Euro previsti annualmente appaiono oggi sproporzionati rispetto alle disponibilità ipotizzabili e incoerenti proprio per i difetti di impostazione della Legge stessa. Attraverso una razionalizzazione nell’impiego delle risorse con destinazioni dei fondi indirizzate solo al cinema a basso costo sulla base del valore dell’opera e non sul calcolo del bilancio delle produzioni, si potrà comprimere l’ammontare del Fondo Regionale in misura significativa e assegnare risorse a progetti che abbiano uno spazio espressivo di innovazione e di diversificazione dell’offerta.

Proponiamo quindi un riduzione anche drastica dei fondi e una destinazione più definita sull’incentivo espressivo, su quello creativo, sullo sviluppo di opere con maggiore spessore artistico, sul documentario e sulla fiction televisiva prodotta interamente nel Lazio e con un più alto grado di qualità. Invece del calcolo meramente economico delle fatture pagate chiediamo una valutazione qualitativa dell’opera svolta da commissioni trasparenti e rappresentative per dare un effettivo sostegno alla produzione non dopo 2 anni dalla conclusione ma allo start-up dei lavori.

  • Sostegno alla produzione e alla distribuzione nel segno della centralità dell’opera e della sua promozione, sviluppo e circuitazione del cinema indipendente
  • Sostenibilità delle risorse in una rimodulazione dei finanziamenti
  • Commissioni trasparenti e competenti
  • Finanziamenti allo startup
  • Semplificazione delle procedure
  • Pieno utilizzo delle risorse europee
  • Ricerca e innovazione nelle forme applicative delle tecnologie digitali
  • Sostegno alle microimprese e al cinema indipendente

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  • FORMAZIONE PROFESSIONALE, QUALIFICAZIONE E IDENTIFICAZIONE DELLE FIGURE PROFESSIONALI

Un progetto di riconsiderazione delle linee produttive non può non passare da una sostanziale rifondazione coordinata di tutti gli aspetti della vita produttiva del settore, da quelli ideativi a quelli realizzativi, ma non meno a quelli di una fruizione sostenuta e incrementata secondo i principi della migliore espressione culturale. E alla base di qualsiasi valutazione primeggia come parametro guida il recupero del concetto distintivo di qualità. Degrado, sottovalutazione, mortificazioni vanno vinti con i fatti, con un’inversione esplicita di rotta. Anche il parlare di una necessaria riqualificazione dei saperi professionali comporta un progetto complessivo totalmente rinnovato, o meglio capace di ripristinare ovunque il concetto applicato di responsabilità qualitativa.

Ai soggetti diversi si propone di dare vita a tavoli di elaborazione dove il confronto delle idee possa incanalarsi in una linea di progettualità condivisa, in un’aperta sinergia di variabili che trovino tutte la loro primaria motivazione in una forma che rimetta il principio di qualità al centro che gli compete.

  • Rifondazione coordinata di tutti gli aspetti della vita produttiva del settore, da quelli ideativi a quelli realizzativi
  • Innalzamento a livelli di auspicabilità la concezione stessa del principio formativo
  • Formazione come progetto trasversale tra esperienze diverse e tra diverse generazioni
  • Momento formativo come imprescindibile snodo qualificante da sottrarre all’approssimazione, e non ultimo alla speculazione
  • Rifondazione dei Profili Professionali
  • Risoluzione della dicotomia tra le generazioni come tra saperi tecnologici e umanistici in una sintesi dalle aperte potenzialità
  • Tavoli di elaborazione dove il confronto delle idee possa incanalarsi in una linea di progettualità condivisa

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  • FORMAZIONE DEL PUBBLICO, DIGITALIZZAZIONE E ACCESSO AL PATRIMONIO

Logica istituzionale a lungo termine sulla formazione del pubblico e sull’accesso al patrimonio
Attuazione di provvedimenti e norme dirette, prioritariamente, alla promozione di una cultura di intervento a lungo termine nell’area della formazione del pubblico e di un reale accesso al patrimonio cinematografico e audiovisivo, dove con questa espressione è da intendere il patrimonio cinematografico mondiale (i grandi autori della storia del cinema), europeo (patrimonio dell’industria cinematografica europea) e italiano (la storia del cinema italiano, il cinema indipendente e il documentario di qualità) nel rispetto della diversità culturale con l’obiettivo di rendere permanente la presenza delle istituzioni pubbliche in quest’area

•  Legge regionale sulla promozione della cultura cinematografica e audiovisiva
Promozione di una legge regionale, sulla base delle migliori pratiche già introdotte in altre regioni (Sardegna, Friuli-Venezia-Giulia, Toscana) nella quale sia inserito un capitolo per l’area della formazione del pubblico con relativa emanazione di bandi di finanziamento funzionali a una logica di intervento a lungo termine

•  Europeizzazione
Incentivazione alla promozione di una cultura del reperimento di fondi europei attraverso lo sviluppo del partenariato locale, nazionale e internazionale, iniziative di rete con uffici e settori della Pubblica Amministrazione, formazione dei funzionari sulle tecniche di compilazione dei bandi europei

•   Promozione di una cultura della formazione del pubblico e del giovane pubblico
Adozione di norme e provvedimenti per una regolamentazione delle istituzioni e dei centri culturali esistenti, spesso promossi da enti locali (biblioteche, mediateche, spazi per la cultura, ecc.) per la promozione di una cultura della formazione del pubblico, con particolare attenzione al pubblico giovane

•   Accesso reale al patrimonio
Promozione, in sinergia con gli enti locali, dell’attivazione, del rafforzamento e del monitoraggio delle reti fra centri di diffusione culturale (monosala dei centri storici, associazioni di cinecircoli, bibliomediateche, scuole, associazioni culturali, teatri, multiplex, sale parrocchiali, etc.) che favorisca una reale proposta culturale

•   Istituzione di un albo dei formatori
1.  riconoscimento della figura professionale
2.  specifiche dell’inquadramento professionale di questa figura

Sensibilizzazione dei lavoratori della PA sul tema della formazione del pubblico e dell’accesso al patrimonio
Promozione di iniziative finalizzate alla formazione e alla sensibilizzazione dei dipendenti pubblici del territorio regionale attivi nella regione (funzionari, bibliotecari e mediatecari, insegnanti, presidi, ecc.)

•   Messa a sistema e integrazione del settore della formazione del pubblico nella filiera
Attuazione di provvedimenti e iniziative per la convergenza fra settore della formazione del pubblico e gli altri settori della filiera produttiva e distributiva dell’industria cinematografica in virtù della sua natura di tramite imprescindibile per un reale accesso del pubblico al patrimonio cinematografico e audiovisivo

1. Istituzione da bando, sul modello francese, dell’obbligo di devoluzione ad attività di formazione del pubblico di una quota fissa del budget per progetti legati a tutte le fasi della filiera

•   Strumenti di intervento extra-filiera
Istituzione di  un centro regionale per la formazione del pubblico con mansioni di:

1.  creazione di rete e di partenariato (con enti governativi, assessorati, enti locali e loro emanazioni, università, istituti di ricerca, biblioteche, mediateche, luoghi pubblici di cultura, scuole, associazioni culturali, associazioni di cinecircoli, associazione di volontariato, centri anziani, fondazioni, enti privati e imprese, etc.)

2.  promozione della cultura del reperimento di fondi europei

3.  formazione ricerca e sperimentazione sulle pratiche educative legate al cinema e all’audiovisivo anche attraverso la costituzione e il radicamento di specifici dispositivi per il giovane pubblico (coesione territoriale)

4.  monitoraggio e verifica delle ricadute sul territorio delle azioni promosse

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  • RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE DEGLI SPAZI (SPAZI POLIFUNZIONALI)

Negli anni più recenti sai è assistito al verificarsi, a livello nazionale, della progressiva scomparsa dei cinema monosala dei centri storici e delle sale di prossimità. Una tendenza che è andata di pari passo con la progressiva emorragia del pubblico per il cinema di qualità, che è la dimora storica dei cinema dei centri cittadini. Questo fenomeno è andato di pari passo con il progressivo depauperamento culturale che, nei grandi centri della regione, non si è fatto abbastanza per contrastare proponendo un’offerta culturale calibrata sulle esigenze di un’utenza che da anni vive la sua vita lontano dalla cultura e dal suo potere aggregante e comunitario.

Si fa allora urgente e necessario restituire ai quartieri e ai piccoli centri dei luoghi di aggregazione nei quali la comunità possa ritrovare la propria unità. Questi centri culturali sempre di più si configurano come degli spazi polifunzionali che siano in grado di declinare l’offerta culturale e ospitare svariati tipi di iniziative culturali.

Nell’ambito di questo processo di riqualificazione urge dedicare parte del lavoro al recupero e alla riqualificazione delle sale di quartiere, sulle quali adoperarsi in quest’ottica di razionalizzazione e riconversione degli spazi verso la multifunzionalità.

•   Individuazione degli spazi

In funzione di una nuova Legge Regionale e di nuovi parametri nella destinazione delle risorse è vitale la creazione di un circuito distributivo autentico e continuo per poter garantire spazio alla circuitazione di ciò che viene prodotto. Chiediamo quindi l’individuazione di un numero di sale in tutto il territorio regionale.

•   Riqualificazione e riconversione in centri polifunzionali

È necessario uscire dalla vecchia logica dello spazio mono-funzionale in favore di punti di aggregazione in grado di attuare una diversificazione nell’offerta  con lo scopo di oltrepassare la funzione specifica e il relativo limite all’interesse e alla partecipazione e di farsi carico della funzione di punto di aggregazione per la comunità. Questi luoghi, attraverso logiche di partenariato che si dirigano in varie e diverse direzioni di un uso sociale dello spazio pubblico, si delineano come delle vere e proprie “piazze” per la comunità, piazze nelle quali avere a disposizione tutti i momenti della vita quotidiana, dalla ristorazione all’intrattenimento,  nelle quali recuperare una propria dimensione sociale e di convivenza comune.

•   Attivazione di centri di diffusione culturale

 

Dal momento in cui si avranno a disposizione questi centri polifunzionali si dovrà dare luogo, in sinergia con gli enti locali, a un processo di attivazione, rafforzamento e monitoraggio di una serie di reti di centri di diffusione culturale attraverso i quali promuovere e dare visibilità al patrimonio cinematografico e audiovisivo, dove con questa espressione è da intendere il patrimonio cinematografico mondiale (i grandi autori della storia del cinema), europeo (patrimonio dell’industria cinematografica europea) e italiano (la storia del cinema italiano, il cinema indipendente e il documentario di qualità) e il patrimonio audiovisivo mondiale, europeo e italiano (pratiche e formati di produzione audiovisiva non filmica).

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  • SOSTEGNO ALLA RETE DEI FESTIVAL

•  Nuovi criteri per l’assegnazione dei fondi
I vari enti locali dovrebbero invece nominare commissioni di valutazione composte per lo più da membri esterni esperti del settore, e darne pubblica informazione. Andrebbero inoltre definiti dei meccanismi aggiuntivi di garanzia tali da impedire che soprattutto le manifestazioni “storiche” e  quelle più “giovani” si trovino a dover fronteggiare riduzioni improvvise e insostenibili dei rispettivi budget che ne possano pregiudicare la sopravvivenza.

•  Criteri di rendicontazione
I criteri di rendicontazione sono diventati incerti. Formulare un regolamento dettagliato e trasparente e stabilire una time line ragionevole per la liquidazione dei contributi, compatibilmente con lo stato attuale delle finanze regionali.

•   Nuovo rapporto con “Roma Capitale”
Formulare una normativa che rispetti l’eccezione culturale delle manifestazioni per sollevarle da obblighi burocratici troppo stringenti legati alla Legge Brunetta.

•   Sinergie e coordinamento con il Festival del Film di Roma
Individuare delle modalità di collaborazione organica che da un lato possano dotare il Festival del Film di Roma di quel radicamento nel territorio (e nei restanti mesi dell’anno) che gli manca, e dall’altro possano rafforzare/estendere l’attività delle altre manifestazioni grazie ad una partnership forte.

•   Sviluppo di progettualità a medio/lungo termine
Ripristinare le condizioni burocratico-procedurali necessarie a conoscere le assegnazioni dei fondi a bando in tempi utili, finalizzate alla definizione di linee di programmazione pluriennali con stanziamenti spalmati su almeno due anni, se non tre.

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CONCLUSIONI

L’area che riguarda la promozione del patrimonio, grazie a modelli innovativi e trasparenti e grazie a un adeguato sostegno al network realizzato su una base efficiente e ricca di connessioni stimolanti per operatori e pubblico, potrà sviluppare proficui rapporti di collaborazione con soggetti e manifestazioni internazionali, creare sinergie nella promozione e valorizzazione delle risorse locali fino al territorio, con iniziative come, ad esempio, il cineturismo.

La formazione del pubblico del futuro e il coinvolgimento attivo della popolazione rappresenta il nucleo strategico di un ampio ragionamento sulla funzione sociale dell’arte per riportare la fruizione culturale a un ruolo centrale nella società e renderla esperienza efficace per contrastare le derive di declino in atto.

Nella stessa misura, abbiamo individuato la centralità dell’opera come principale elemento di garanzia per la rinascita dell’intero settore. La qualificazione delle professionalità è quindi strumento essenziale per ridare slancio alla creatività e allo sviluppo delle opere, liberandole da criteri discriminativi come il Reference System, e annullando tutti quegli ostacoli che precarizzano i rapporti professionali e isolano molte figure, artistiche e professionali, che vengono spesso lasciate sole o marginalizzate.

Resta inteso che sarà opportuno individuare figure competenti e terze che possano diventare un riferimento preciso per tutti gli operatori. Questo permetterà un più rapido e concreto rapporto con l’Amministrazione e una capacità più specifica di programmazione e di attuazione e rendere in tal modo meno burocratico e frammentario il rapporto con l’Istituzione locale. Non rivolgiamo le nostre proposte al solo Assessorato alla Cultura, ma a tutti gli assessorati che sono parte della sfera di intervento nella quale deve essere collocato un percorso culturale di sostegno e di promozione sociale che includa l’esperienza cinematografica.

Una nostra particolare attenzione è dedicata all’accessibilità per i disabili e all’inclusione delle persone svantaggiate e nel merito di questo tema siamo già in grado di garantire tecnologie e strumenti che assicurino la partecipazione di tutti.

Solo attraverso la messa a sistema di questi fattori – centralità dell’opera, formazione del pubblico, valida rete distributiva, circuito coordinato di rassegne e festival, formazione professionale di livello, valorizzazione del talento – il sostegno assegnato allo start up per film e documentari, valutato da commissioni trasparenti, rappresentative e altamente competenti, potrà garantire sviluppo e dinamismo nell’ambito di quel riordino necessario per il rilancio del cinema e dell’offerta culturale ad esso collegato.

Rete Cinema e Territorio

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