Relazione incontro con l’Assessore Ravera

Molti presenti e molte voci all’incontro di oggi con l’Assessore Lidia Ravera, che ha aperto la tavola rotonda con parole molto promettenti sull’impostazione intellettuale che si sta profilando per le politiche di questa Amministrazione regionale.
Centralità dell’opera e rigore artistico nella consapevolezza che è urgente un rapido cambiamento di rotta rispetto alla passata gestione.
Le associazioni presenti sono state concordi nell’indicare il lavoro sinergico come strumento di maggiore efficacia per affrontare la questione del riassetto del settore cinema e audiovisivo. Soltanto l’ANICA e in parte l’AGPC hanno manifestato un certo attaccamento per l’assetto della Legge regionale prorogata dal duo Polverini-Santini. La posizione espressa dai rappresentanti dei produttori è quello dell’automatismo nel finanziamento a scapito delle commissioni valutative sul valore dell’opera. Da più parti è stato però sottolineato che il termine “automatismo” fa parte di un concetto rischioso soprattutto in Italia e che non determina un’altrettanta automatica equità.
Nell’intervento di Roberto Perpignani (FIDAC) è stata espressa la priorità dei tavoli di lavoro comuni, argomento ripreso dai rappresentanti dell’ANAC e rilanciato da Giorgio Valente (Rete Cinema e Territorio) che ha ribadito ancora una volta l’importanza della formazione cinematografica nelle scuole.
L’altro nostro intervento, che ha fatto da chiusura dell’incontro prima delle conclusioni dell’Assessore, ha riproposto in modo netto e inequivocabile che la posizione che rappresentiamo è quella a favore di una Legge nuova che garantisca finanziamenti allo start up della lavorazione, con particolare riferimento alle opere prime, seconde e abbiamo aggiunto le terze. Fermo restando che la nostra idea di rilancio del cinema è strettamente legata al low budget e quindi a un sistema di sostegno che aiuti le microimprese, i giovani produttori, i registi che utilizzano nuove forme e linguaggi e che quindi sperimentano. Altro punto su cui non possiamo arretrare è quello della circuitazione delle opere e quindi di un modello distributivo nuovo e inclusivo.
Con grande piacere abbiamo ascoltato dall’Assessore una conferma che questo sarà l’indirizzo e che – citiamo testualmente – “alla fine del tunnel che stiamo vivendo non potrà che esserci il low budget”.
Dopo alcuni anni di confronti accesi sembra che stia emergendo la necessità di redistribuire in un ambito più ampio risorse e spazi produttivi.
Un mercato in crisi, come abbiamo affermato oggi alla fine della giornata, non si rianima con un investimento concentrato su pochi, onerosi prodotti. L’economia depressa ha bisogno di distribuzione, diversificazione, sostenibilità e rilancio del consumo.

Rete Cinema e Territorio

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