Filmstudio – Programma da Giov 26 giugno a Mer 2 luglio 2014

filmstudio_logoProgramma da Giov 26 giugno a Mer 2 luglio 2014 (Lun 30 giu, Riposo)
26 giugno 2014 alle ore 0.31
Sala 1: ore 18.15- PIÙ BUIO DI MEZZANOTTE
(Opera Prima) di Sebastiano Riso
ore 20.15 – CARTA BIANCA di A. A. Maldonado.
ore 22.00 – ERA MEGLIO DOMANI
(Ya Man Aach) di Hinde Boujemaa.
Sala 2: ore 18.15 – IL VENDITORE DI MEDICINE
(Opera Prima) di Antonio Morabito
ore 20.15 e 22.00
GIGOLÒ PER CASO (Fading Gigolo) di J. Turturro.

Schede dei film in programma:

PIÙ BUIO DI MEZZANOTTE (Opera Prima) di Sebastiano Riso.
Sog. e sceneg.: Andrea Cedrola, Stefano Grasso, S. Riso, Davide Cordova. Fotog.: Piero Basso; mont.: Marco Spoletini;suono: Antonino Dolce; scenog.: Melina Ormando,
Raffaella Baiani;cost.: Luigi Bonanno; mus.: Michele Braga.
Con Davide Capone, Vincenzo Amato, Lucia Sardo, Pippo Delbono, Micaela Ramazzotti. (Italia 2014, col., d.: 94’)

“Lo spunto di partenza è la storia vera del trans Davide Cordova, in arte Fuxia, animatore del locale Muccassassina di Roma, scappato di casa per sottrarsi alle prevaricazioni di un padre intenzionato a farne a ogni costo un macho iniettandogli ormoni.[…] Riso spiega di aver cercato, seguendo il dettato di Truffaut, di essere «follemente sincero». […]”. (Alessandra Levantesi Kezich, ‘La Stampa’, 16/05/2014)

“[…] Davide, il protagonista, ha il viso bellissimo e pallido, la chioma rossa come le lentiggini: il regista lo ha trovato dopo novemila provini in un liceo musicale di Palermo. Davide Capone, magnifico esordiente, canta con voce celeste nella vita e nel film. […] Riso racconta con rispetto, pudore e mano ferma quale sia il momento esatto in cui le vite prendono la loro piega, con quanto inevitabile dolore e quanta forza si impongano. Quanto l’adolescenza di ogni essere umano sia un refolo segreto e misterioso, sopraffatto da chi l’ha dimenticata: quella di Fuxia, di Davide e di ciascuno di noi. Gran bell’esordio, a Cannes nella ‘Semaine della Critique’ […].” (C. De Gregorio, ‘La Repubblica’, 15/05/2014)

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CARTA BIANCA di Andrés Arce Maldonado.
Soggetto e sceneggiatura: Andrea Zauli con la collaborazione di Andrés Arce Maldonado;
fotografia: Maura Morales Bergmann;
montaggio: Jennie Vazquez Alarcón; musiche: Max Trani;
suono: Lavinia Burcheri, Luca Cafarelli, Marco de Caroli.
Con Mohamed Zouaoui, Tania Angelosanto, Patrizia Bernardini, Valentina Carnelutti e Luigi Toto.
(Italia 2013, colore, durata: 90’)
Un pusher marocchino amante dei libri; una badante moldava perseguitata dalle allucinazioni; una grintosa imprenditrice italiana innamorata del proprio cane.
Tre vite, tre storie, tre persone che si incontrano e scontrano per le strade di Roma,in un film dal forte impatto sociale ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto: la storia del giovane immigrato Sahid Belamel, morto a Ferrara nel 2010 per ipotermia, sul ciglio di una strada e nell’indifferenza generale.

“Tre ritratti duri, composti in uno stile secco, da fredda denuncia sociale, che si scalda nella travolgente sequenza finale”. (Mymovies.it)

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ERA MEGLIO DOMANI (Ya Man Aach) di Hinde Boujemaa.
Fotog.: Siwar Ben Hassine, Mehdi Bouhlel, Hatem Nechi; montaggio: Imen Abdelderi, Naima Bachiri, Mehdi Barsaou. Con Aida Kaabi.
Produz.: Cinétéléfilms; distribuz.: Cineclub Internazionale.
(Tunisia 2012, colore, durata: 74’)
Presentato Fuori concorso al Festival di Venezia 2012.
Premio migliore regista all’Internazionale Film Festival di Dubai 2012.
Premio migliore documentario al Douz Doc Days, Tunisia, 2012.
Nel caos della rivoluzione tunisina del 2011, il film segue Aida, una tunisina che deve ripartire da zero e non vuole guardarsi indietro. La donna passa il tempo a spostarsi da un quartiere povero all’altro. Spinta dal desiderio di trovare un tetto sotto cui ripararsi assieme ai figli, Aida non fa alcun caso agli eventi storici che si stanno svolgendo intorno a lei. Il suo unico scopo è quello di trovare una via d’uscita, ed è convinta che la rivoluzione sia una benedizione. ‘Era meglio domani’ ripercorre il viaggio atipico di questa donna audace e sfrontata nell’intenso intervallo di una rivoluzione nazionale.

“Boujemaa guarda dentro le vite e le difficoltà del popolo con gusto quasi antropologico nel registrare le reazioni alla donna e alla macchina da presa”. (Radiocinema)

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IL VENDITORE DIMEDICINE (Opera Prima) di Antonio Morabito.
Sceneggiatura: A. Morabito, Michele Pellegrini, Amedeo Pagani; fotografia: Duccio Cimatti; montaggio: Francesca Bracci; musica: Andrea Guerra; suono: Jürg Lempen;
scenografia: Isabella Angelini; costumi: Sabrina Beretta.
Con Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Evita Ciri, Marco Travaglio. (Italia/Svizzera 2013, colore, durata: 103’)
Bruno ha quasi quarant’anni e fa l’informatore medico. La sua azienda ‘Zafer’ è in crisi. Pur di non perdere il suo posto di lavoro, Bruno è disposto a corrompere medici, a ingannare colleghi, a tradire la fiducia delle persone a lui più vicine.
Bruno è l’ultimo anello nella catena del ‘comparaggio’, una pratica illegale che la Zafer, come molte altre case farmaceutiche, attua per convincere i medici a prescrivere i propri farmaci. E se alcuni dottori si rifiutano di prestarsi a questo gioco, molti di loro non si sottraggono affatto…

“Il film di Antonio Morabito […] impressiona parecchio. Anzi fa venire proprio i brividi dato l’argomento. […] Un conto è l’essersi abituati a veder trasformate le farmacie in supermer-
cati, altro conto è la luce mostruosa e sinistra che il film getta su quella parte delle nostre vite che per definizione è sinonimo di fragilità, la salute, trasformata in osceno e cinico mercato sulla pelle delle persone indifese. L’auspicio è che il film abbia calcato la mano. Ma è terribilmente credibile.” (Paolo D’Agostini, ‘La Repubblica’, 01/05/2014)

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GIGOLÒ PER CASO (Fading Gigolo) di John Turturro.
fotografia: Marco Pontecorvo; musiche: Bill Maxwell, Abraham Laboriel;
montaggio: Simona Paggi; scenografia: Lester Cohen.
Con John Turturro, Woody Allen, Sharon Stone, Sofía Vergara, Vanessa Paradis. (USA 2013, col., durata: 98’)
Candidato al nastro d’argento 2014 per la miglior fotografia.
Fioravante e Murray, due amici per la pelle in condizioni economiche precarie, per sbarcare il lunario decidono di cimentarsi con il mestiere più antico del mondo. L’uno (Turturro) nei panni di un gigolò, l’altro (Allen) nel ruolo di manager. Con il nome d’arte Virgil, Fioravante si destreggia tra un ménage a trois con due avvenenti signore alla ricerca di emozioni forti (Stone e Vergara) e gli incontri ben più casti con Avigal (Paradis), vedova di un rispettato Rabbino…

“È senz’altro di parte (maschile) dichiararlo, ma l’ottima e abbondante presenza di due attrici ad alta caratura sexy come Sharon Stone e Sofia Vergara già predispone al meglio. Aggiungendo, in chiave più professionale, che il versatile John Turturro sceneggia, dirige e interpreta e Woody Allen, benché ormai davvero vecchierello, torna a incarnare l’ineffabile personaggio idiosincratico e autosarcastico delle origini, se ne deduce subito come ‘Gigolò per caso’ (‘Fading Gigolo’) sia una commedia di classe e, nei limiti del suo minimalistico impianto narrativo, piacevole, rilassante e divertente.[…]”. (Valerio Caprara, ‘Il Mattino’, 17 aprile 2014)

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